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1 – Il Quadrilatero Romano

IL BASTIONE D’ANGOLO DELLE MURA DEL QUADRILATERO ROMANO

Fino al Settecento, questo punto segnava il confine della città di Torino. A ridosso del bastione d’angolo delle mura romane, riportato alla luce con gli scavi archeologici del 1884, non lontano da una delle porte della città, l’antica chiesa di sant’Andrea affonda le sue radici nei secoli che precedono l’anno Mille, senza una precisa data di costruzione. L’entrata principale era su questo lato, verso via della Consolata. Su questa antica chiesa romanica a tre navate si è sviluppato in seguito l’edificio che ora è il Santuario della Madre di Dio, Consolata e Consolatrice.

La prima traccia storica è del X secolo, con l’assegnazione di questa chiesa ai monaci benedettini, fuggiti dall’abbazia di Novalesa (vicino a Susa) con i loro arredi sacri e i loro preziosi volumi antichi per non essere depredati da bande di predoni. In questa chiesa i figli di san Benedetto portano le loro tradizioni, tra cui una fervente devozione a Maria, come madre della Nuova Luce, Cristo Gesù (Novalesa da Nova-Lux).

Una tradizione parallela, lega la fondazione del santuario mariano ad Arduino, marchese di Ivrea e re d’Italia nel 1002. La cronaca dell’abbazia di Fruttuaria, nel Canavese, dove Arduino morì, narra, infatti, di un sogno, avvenuto forse in punto di morte, nel 1014, in cui avrebbe avuto l’incarico divino di costruire tre santuari mariani: a Crea (nel Monferrato), a Belmonte (in provincia d’Ivrea) e a Torino, appunto dove ora sorge la Consolata.

COLONNA MARIANA EX-VOTO CITTADINO

Girandosi verso via Consolata, si nota una colonna di granito, alta 25 metri, con alla sommità una statua della Vergine Maria con in braccio il santo Bambino Gesù. E’ un ex-voto, cioè il frutto di un voto ufficiale della città di Torino del 1835. Per affrontare, infatti, una terribile epidemia, i componenti del Consiglio comunale di allora, tra i quali spiccava il marchese Tancredi Falletti di Barolo, decisero di adottare immediatamente drastiche misure sanitarie, costruendo ricoveri ed infermerie in tutta la città aperti giorno e notte e, allo stesso tempo, promuovendo numerosi atti pubblici di devozione e di implorazione all’Altissimo.

Il 3 settembre 1835 una Delegazione della Civica Amministrazione si reca al Santuario della Consolata dall’arcivescovo Luigi Fransoni (1789-1862) per offrire alla Madre di Dio un voto solenne, a nome della cittadinanza torinese, con lo scopo di ottenere la liberazione dal colera. Il voto consisteva nel restauro della cappella sotterranea del Santuario e nella erezione di una colonna sormontata dalla statua della Consolata, nella piazzetta di via Consolata.

Il 28 maggio 1836 fu posta la prima pietra. Il 20 giugno 1837, giorno della festa della Consolata, avvenne l’inaugurazione e la benedizione della statua della Madonna, accompagnata dal canto dell’Ave Maris Stella e dal suono delle campane a festa. Per l’esecuzione dell’opera furono chiamati due illustri artisti del tempo: l’architetto neoclassico Ferdinando Caronesi che si occupò della colonna (per il trasporto della quale fu costruito un apposito carro che permise il tragitto da Baime-Biella a Torino) e Giuseppe Bogliani,  artista neoclassico che scolpì la statua.

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