{"id":2159,"date":"2015-04-16T11:56:35","date_gmt":"2015-04-16T09:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laconsolata.org\/?page_id=2159"},"modified":"2022-12-31T10:06:06","modified_gmt":"2022-12-31T09:06:06","slug":"2-antiche-testimonianze","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.laconsolata.org\/index.php\/percorso-guidato-santuario\/2-antiche-testimonianze\/","title":{"rendered":"2 &#8211; Testimonianze"},"content":{"rendered":"\n<p><b>ANTICHE TESTIMONIANZE CITTADINE DI RICONOSCENZA VERSO LA CONSOLATA <\/b><\/p>\n\n\n\n<p>In alto, sul lato nord-ovest della chiesa, si nota il riquadro attorno ad un\u2019antica palla di cannone (la data \u00e8 sbagliata). E\u2019 il ricordo dei vani attacchi dell\u2019esercito franco-spagnolo, nel 1706. Quarantamila soldati, contro diecimila piemontesi, assediarono la citt\u00e0 per pi\u00f9 di 4 mesi. Le difese approntate dalle autorit\u00e0 cittadine, l\u2019eroismo della cittadinanza e l\u2019intervento provvidenziale di Eugenio di Savoia, accorso in aiuto del cugino Vittorio Amedeo II, poi nominato re di Sicilia, sbloccarono l\u2019assedio e costrinsero i francesi alla ritirata.<\/p>\n\n\n\n<p>La cittadinanza continu\u00f2 a riunirsi in preghiera davanti all\u2019immagine della Consolata anche durante l\u2019assedio, nonostante la vicinanza al fronte nemico e nonostante il Santuario fosse sottoposto quotidianamente alle cannonate. Il beato Sebastiano Valfr\u00e8 distribuiva le prime immaginette della Consolata, esortando la popolazione alla fiducia in Dio e celebrando la messa in onore della Consolata all\u2019aperto, in piazza san Carlo, lontano dalle cannonate.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, al momento della vittoria, il re e la popolazione cittadina non dimenticarono quelle preghiere e accorsero a ringraziare il Signore e sua madre Maria, la Consolata. Vittorio Amedeo II, su suggerimento del suo consigliere spirituale, il beato Sebastiano Valfr\u00e8, fece fare delle steli in pietra da posizionare lungo tutto il fronte dell\u2019attacco. Il piloncino in pietra \u00e8 visibile tra il cancelletto e le mura del Santuario, con impresso l\u2019anno 1706 e l\u2019immagine della Consolata. La vittoria, come profetizzato dalla beata piemontese Maria degli Angeli, carmelitana, avvenne alla vigilia della festa mariana della Nativit\u00e0 di Maria.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora si cerc\u00f2 di far di tutto per onorare maggiormente il Santuario mariano della citt\u00e0: il 21 Maggio 1714 la Consolata venne nominata \u201c<i>Singolar Protettrice e Patrona<\/i>\u201d della citt\u00e0, mentre la festa della Consolata, il <b>20 Giugno<\/b> di ogni anno, divenne punto di riferimento costante della popolazione torinese riconoscente.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto, sempre tra la cancellata che circonda il Santuario e le mura della chiesa, \u00e8 visibile un altro pilone votivo, offerto dai reduci della Prima Guerra Mondiale. Anche all\u2019interno gli ex-voto per le tante grazie ricevute da militari esposti al pericolo delle guerre ornano le mura del Santuario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTICHE TESTIMONIANZE CITTADINE DI RICONOSCENZA VERSO LA CONSOLATA <\/p>\n<p>In alto, sul lato nord-ovest della chiesa, si nota il riquadro attorno ad un\u2019antica palla di cannone (la data \u00e8 sbagliata). E\u2019 il ricordo dei vani attacchi dell\u2019esercito franco-spagnolo, nel 1706. Quarantamila soldati, contro diecimila piemontesi, assediarono la citt\u00e0 per pi\u00f9 di 4 mesi. 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