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Allemandi don Domenico

Don Domenico Allemandi è nato a Marene il 15 giugno 1928 da una famiglia profondamente cristiana, in un ambiente ricco di valori umani e religiosi, guidato da sacerdoti dotati di saggezza e di salda fede. Ha seguito il normale corso degli studi e di formazione nei seminari diocesani, ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1952 nella cattedrale di Torino del Card. Maurilio Fossati.

Dopo l’anno di Convitto della Consolata, dedicato all’approfondimento della morale in preparazione al delicato servizio delle confessioni, è stato per un anno assistente di chierici nel seminario di Rivoli e per altri due anni vicerettore.

Nei successivi tre anni, dal 1956 al 1959, è vice parroco alla parrocchia delle Stimmate di San Francesco d’Assisi in Torino.

Dal 1960 al 1968 è il primo parroco della parrocchia, appena eretta, di San Grato in Bertolla di Torino. Dal 1968 al 1975 è parroco a San Martino di Alpignano, dal 1976 al 1984 è parroco di Sommariva del Bosco. Dal 1985 al 1995 è parroco di Pessione di Chieri. Dal 1995 al 1998 è vice rettore ed economo del Santuario della Consolata in Torino. E dal 1998 al 2009 è sempre alla Consolata come addetto, in particolare alle Confessioni. Dal 2009, per seri motivi di salute, è ricoverato al Cottolengo del reparto della Consolata ove muore il 8 marzo 2016.

Penso che sorga spontanea a tutti la domanda: come mai tanti spostamenti? La risposta viene dalla breve introduzione ad un articoletto scritto in occasione del 50° di ordinazione sacerdotale di don Domenico che si può riassumere così: “la storia sacerdotale di don Domenico Alemanni è segnata da due grandi fatti: i frequenti trasferimenti di parrocchia e la scelta pastorale di aprire la casa canonica a tutti. I frequenti spostamenti di sede nascono da un episodio che don Allemandi racconta, con la forza viva del ricordo personale, e che ha come protagonisti lui stesso, il Cardinale Pellegrino ed il problema del ‘trasferimento dei parroci’: il Concilio Ecumenico Vaticano II infatti, per un sano avvicendamento pastorale e per un opportuno ravvivarsi della pastorale soprattutto parrocchiale, aveva stabilito alcune regole e indicazioni circa le dimissioni riguardanti l’età e la durata del ministero dei parroci. Cose che avevano creato molte resistenze tra i parroci stessi. Don Allemandi, come aiuto al suo vescovo, offre a lui la disponibilità dell’obbedienza e, pur fra mille difficoltà, coglierà la ricchezza di incontri di grazia che quel ‘sì’ ha generato, facendo approdare nella sua casa sempre aperta, centinaia di vite in cerca della fonte della vita: Gesù Cristo “.

E chi l’ha conosciuto un po’ da vicino può testimoniare che quanto scrive l’autore di questo articoletto è pienamente vero.

Alla Consolata ha passato 15 anni della sua vita e del suo ministero sacerdotale: dapprima come vice rettore, poi come economo: attento, preciso. Poi come confessore: ricordiamo la sua presenza assidua in confessionale, la sua paterna e dolcemente determinata azione educatrice di un buon confessore e padre spirituale, le code davanti al confessionale n. 5.


Gli ultimi anni li ha vissuti al Cottolengo ove ha trovato cure amorevoli e altamente professionali che gli hanno permesso di essere autosufficiente e pastoralmente ancora efficiente: disponibile alle confessioni, alla direzione spirituale, ai colloqui. Si può proprio dire che è morto sul campo, in piedi, al lavoro: un esempio di vita spesa per il Signore, a servizio dei fratelli, nella costruzione del Regno di Dio, quel Regno del quale confidiamo che viva nella beata visione del volto del suo Signore.


Don Michele Olivero
Rettore Santuario della Consolata 

Testamento   1 – V – 2015



Nel pieno possesso delle mie facoltà di mente, in data 1 maggio 2015, esprimo queste mie volontà al momento della morte. Premesso di non possedere nessun bene immobile, per quanto riguarda quel poco denaro depositato presso la Banca di Novara in Torino (parte in BOT, il resto sul conto corrente) lascio tutto al Cottolengo di Torino, che mi ha preso in cura in questi ultimi anni.

Questa è la mia volontà al momento della morte, mentre dico Grazie “Deo gratis” per la Vita, il Battesimo, il Sacerdozio e Grazie anche a tutti quelli che mi hanno fatto del bene.

In fede.

Torino, 1 maggio 2015

Allemandi don Domenico

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